A Di Pietro, riguardo il disegno di legge su Eluana

No, caro Onorevole, lo dico da persona che spesso ha dissentito da Lei ma l’ha votata più volte senza mai pentirsi, finora. Stavolta mi delude. La libertà di coscienza sarebbe ipotizzabile nel caso in cui si discutesse una legge completa sul testamento biologico, ma non nell’occasione in cui un premier senza alcun senso delle istituzioni preme sul Parlamento, in spregio alla separazione dei poteri, con enormi ingerenze da parte di uno Stato straniero, perché approvi subito un provvedimento palesemente ad personam, contro il risultato di un iter giudiziario assolutamente cristallino, e in odore di incostituzionalità. Qui non c’entra la coscienza, votare contro non è partecipare alla morte di Eluana Englaro, che avviene nel pieno rispetto della Costituzione e della democrazia, anche se a qualcuno può non piacere. C’entra la laicità dello Stato, l’equilibrio delle istituzioni, la libertà del Parlamento rispetto al potere esecutivo e alle pressioni lobbistiche, tutte cose che erano nel programma del Suo partito nel momento in cui noi elettori abbiamo votato e i Suoi parlamentari si sono candidati.
Con questa scelta, abbinata ai toni così pilateschi e vicini al politichese da parte sua e di Belisario, si gioca il mio voto e, sono certo, quello di molti altri.

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